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> La Vita Non E’ Come La Vedi Al Cinematografo…, Allarme Lavoro!
 
Giorgio
Inviato il: Sabato, 28-Gen-2012, 22:21
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Riceviamo, pubblichiamo e ADERIAMO!

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LA VITA NON E’ COME LA VEDI AL CINEMATOGRAFO….

Cinema digitale: ALLARME LAVORO
Professione di cineoperatore di cabina a rischio estinzione

Con questa comunicazione desideriamo esprimere la nostra grande preoccupazione per la sorte degli operatori dell'unica vera professionalità dell'esercizio cinematografico, la cabina di proiezione: un mestiere sconosciuto, una figura nell’ombra su cui difficilmente ci si sofferma, un lavoro che occupa mentre gli altri si divertono, che non conosce pranzi di Natale o domeniche di libertà, una qualificata professione fondata su passione e sacrifici...

In "Nuovo cinema paradiso" Tornatore associa efficacemente la figura dell'operatore cinematografico al fascino di quella fabbrica dei sogni che è il cinema, che è infatti arte, tecnica, magia, divertimento, emozione .. Ma purtroppo " la vita non è come la vedi al cinematografo", memorabili le parole di Philippe Noiret, alias Alfredo, proiezionista nel film, e nella realtà si svendono i mestieri e le arti dalla lunga storia al miglior offerente.

Nessuno immagina le competenze tecniche e specialistiche che sono richieste al proiezionista, che con attenzione prepara i film alla fruizione del pubblico e quando la luce in sala si spegne per l’inizio dello spettacolo agisce sul fuoco e sul quadro per far sì che tutto sia impeccabile...Senza di lui nessuno potrebbe mai apprezzare il lavoro di mesi o anni di un regista.

Chi opera "dietro le quinte" è inoltre il responsabile di numerose altre attività essenziali per l'esercizio cinematografico: il proiezionista programma i computer per gli automatismi, gli spetta la supervisione di tutto ciò che attiene alla parte audio e sonora, risolve qualsiasi imprevisto sopraggiunto nel corso della proiezione e, soprattutto, è tenuto ad esercitare un rigoroso controllo su tutte le procedure di sicurezza dei locali.

Malgrado ciò la nostra professione potrebbe diventare presto un lontano ricordo: l’operatore di cabina, da sempre poco valorizzato e tutelato, è ormai da qualche tempo minacciato di morte prematura, vittima dell’arroganza, della volgarità e dell’ignoranza degli esercenti, interessati solo a far soldi a discapito di ogni produzione culturale, nel disinteresse generale, dei media, degli esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura.

Succede infatti che gli esercenti scelgono di privilegiare la proiezione in digitale sulla pellicola 35mm fino a farla estinguere, mentre sfruttano le “presunte” innovazioni tecnologiche come pretesto per rendere sempre più ricattabile e/o ridurre l’organico a posto fisso, la proiezione in primis, aumentando il ricorso al personale precario non qualificato al fine di incrementare in modo esponenziale i profitti a discapito dei diritti dei lavoratori e della qualità del servizio, il tutto in un settore che non è affatto in crisi!

Si va nella direzione del cinema come puro intrattenimento, le strutture sono mercati di evasione dalle insegne luminose che invogliano al consumo di cibi da Mac Donald’s e all’acquisto di gadget a prezzi gonfiati, la legge vigente non è quella della dignità del lavoro e del valore culturale dei prodotti offerti bensì quella del puro business, il cliente è solo accidentalmente uno spettatore perché ciò che importa è che compri e consumi, e sulla base della quantità di pop corn e bibite venduti si stabilirà il numero di lavoratori da dequalificare o assumere e gettare via all’occorrenza.

Non c’è alcuna disponibilità da parte degli esercenti di prendere in seria considerazione le proposte dei lavoratori coinvolti nei processi per arginare il pesante discorso sugli esuberi, trovare soluzioni intelligenti che oppongano reali limitazioni ai licenziamenti collettivi riqualificando il personale in essere, anche tramite le numerose possibilità offerte dalle nuove tecnologie e l'elaborazione di criteri oggettivi per la ristrutturazione dei reparti nella salvaguardia dei posti di lavoro e delle competenze professionali dei dipendenti. Si dà per scontato che siano i profitti delle loro aziende a dover decidere sulle vite dei lavoratori e sul futuro stesso del cinema.

Solo gli addetti ai lavori sono consapevoli del fatto che la qualità della proiezione in digitale è, allo stato attuale, nettamente inferiore al 35mm e di poco superiore ad un DVD Full HD visto in casa; che il suo formato è provvisorio al punto che allo spettatore viene propinato uno standard da considerarsi di fatto poco più che un test per il futuro (basti pensare che il proiettore digitale non è ancora in grado di “renderizzare” i movimenti, i suoi colori sono freddi e falsati, l’immagine resta piatta e priva di senso di profondità); lo spettatore non ha la facoltà di scegliere tra la fruizione di una proiezione classica ed una spesso pessima trasmissione digitale di dati su di uno schermo, subendo quindi un prodotto scadente che, paradossalmente, gli viene fatto pagare sempre di più, considerato che nell’ultimo anno e mezzo il prezzo del biglietto è aumentato da 1 fino a più di 3 euro per gli spettacoli in 3D!

Ben pochi sanno, infine, che la costosa conversione dal 35mm al digitale è in gran parte finanziata da fondi europei derivati anche dai nostri soldi, ma elargiti proprio allo scopo di salvaguardare l’occupazione a fronte delle innovazioni tecnologiche in atto.

Facciamo in modo di salvare il cinema da chi lo vuole distruggere, rompiamo il silenzio assordante sull’ “evoluzione/involuzione” messa in atto dagli esercenti cinematografici, non possiamo permetterci di rassegnarci!

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Giorgio
Inviato il: Sabato, 28-Gen-2012, 22:28
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Tutto cio' ha diversi aspetti: da lavoratore della Cineteca nazionale me ne interessa uno: la conservazione delle opere cinematografiche: a noi sono giunte opere dagli inizi del cinema (1895 circa) e sono perfettamente riproducibili e/o duplicabili (beh, con i dovuti accorgimenti, ovvero tenendo conto del restringimento della pellicola, della sua alta infiammabilita', della sua fragilita' e cose del genere), visto che, meccanicamente, la pellicola viene letta piu' o meno allo stesso modo. tra 100 e piu' anni, si potra' leggere un film in formato DCP? in che stato sara' il supporto (di solito un Hard Disk) che lo ospita?
c'e' da meditare e da far meditare!
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